Tokyo Ghoul :re. Citazioni

Eccoci finalmente a quella che può essere considerarata come la seconda parte dell’articolo “Tokyo Ghoul. Potrebbe piacerti se…”. Nei fatti ma non nel nome, perché ovviamente “Tokyo Ghoul :re. Potrebbe piacerti se…” non avrebbe avuto molto senso, essendo :re un seguito della stessa storia e dunque consequenziale agli eventi della serie precendente (se qualcuno lo avesse spiegato agli sviluppatori dell’anime, ci saremmo risparmiati tanti mal di testa, eh!).

Rispetto alla prima serie :re non è così ricca di citazioni dirette, tuttavia possiamo notare qualche ritorno interessante. Prima di continuare, però, un avvertimento: sebbene l’obiettivo di questo articolo non sia di rivelare chissà quali risvolti di trama, non mi è stato possibile evitare qualche piccolo spoiler. Se proseguite, tenetelo presente. Per non creare confusione, inoltre, riporterò i capitoli tra parentesi quadre come ho fatto nell’articolo precedente.

Franz Kafka, Un incrocio (volume 1, capitolo 8 [Il sostituto])

Ritorna anche in questa seconda serie e la sua influenza si sente eccome. La citazione diretta riguarda il racconto Un incrocio, che parla di una creatura metà gatto e metà agnello. È facile vedere in questa nuova “situazione kafkiana” dei parallelismi con quella in cui si ritrova Haise Sasaki, in parte umano (e investigatore anti-ghoul, tanto per non farsi mancare nulla) e in parte ghoul.

Diverse piccole citazioni vengono diluite nei vari volumi e potrebbero sfuggire a una prima lettura. Le riporto divise per tematica:

Pugilato: nel capitolo 16 [Destra] del volume 2, Juzo Suzuya cita “l’allenatore di un pugile rimasto nella storia” (cercando un po’ su internet è venuto fuori che si tratta di Mike Tyson) che paragona la paura al fuoco.

Grecia Antica: nel capitolo 26 [Ah] del volume 3 i membri del gruppo Pierrot vengono definiti “epicurei” (dal nome del filosofo greco Epicuro), ovvero “persone dedite esclusivamente ai piaceri della vita”. Nel capitolo 47 [Fiammifero] del volume 5 troviamo riferimenti a una “torre di Icaro” (così viene definito il palazzo in cui finiscono intrappolati Tsukiyama e i suoi alleati durante l’Operazione di Sterminio della Famiglia Tsukiyama) e al dio Apollo.

Filosofia della mente: in un’annotazione a cavallo tra i capitoli 35 e 36 del volume 4, Torso si definisce uno zombi filosofico. Uno zombi filosofico è un esperimento mentale. La definizione che ne dà Wikipedia è di un essere ipotetico fisicamente identico e indistinguibile da una persona normale, ma privo di coscienza e quindi non senziente. Se uno zombi venisse colpito con un oggetto acuminato non avrebbe alcuna sensazione interna di dolore, tuttavia il suo comportamento esterno sarebbe esattamente quello di chi prova dolore, incluso l’espressione verbale del dolore.

Filastrocche: la prima compare nel capitolo 35 [Dipendenza] del volume 4 ed è una filastrocca tedesca sulla pioggia cantata da Kanae (il testo è il seguente: walle, regen, walle nieder, wecke mir die, träume wieder, die ich); la seconda, kagome kagome, viene recitata da Furuta nel capitolo 175 [Il re degli insetti] del volume 16, e parla di un uccellino in una gabbia, un’immagine che non ci è nuova né figurativamente né metaforicamente.

Buddismo: “namusan” e “namu amida” (capitolo 47 [Fiammifero], volume 5) sono note frasi di preghiera, mentre il titolo del capitolo 137, [Inazagi] (volume 13), è il nome del dio creatore e padre degli déi.

La Genesi

Il racconto di Adamo ed Eva e dell’albero della conoscenza compare nel volume 5 (capitolo 43 [Suono rivelatore] e capitolo 52 [Eva]) ed è un elemento fondamentale della simbologia di Tokyo Ghoul, specialmente quando entrano in ballo mele e alberi. Ci torneremo in un post apposito, quindi eviterò di dilungarmi qui.

Il Re Bileygr

L’ultimo libro scritto da Sen Takatsuki è, come detto nel manga stesso (capitolo 64 [Mangiare le viscere], volume 7), un omaggio a Odino, il padre degli déi nerreni, nonché dio che ha sacrificato un occhio per ottenere la saggezza abbeverandosi a una fonte che sgorga da Yggdrasil (un altro albero legato alla conoscenza, quindi). Per lo stesso motivo accennato sopra, mi fermo prima approfondire ulteriormente.

Kishou Arima

Al Dio della Morte del CCG è dedicata, nel capitolo 85 [Una scatola bianca] del volume 8, La canzone del vecchio Ainu (Oishi Ainu no uta) di Hakushu Kitahara, già apparsa nel volume 14 della prima serie durante il combattimento tra lui e Kaneki. Sempre al personaggio di Arima è legata una citazione proveniente da Il campanello di Chirin, libro per bambini che narra la storia di un agnello che cresce con il lupo che gli ha ucciso la madre.

Gintama di Hideaki Sorachi

Nella scena iniziale del capitolo 13 [Izanagi] (volume 13), Furuta viene ritratto mentre è intento a leggere il manga parodistico Gintama. Sotto trovate una descrizione presa da Wikipedia:

La storia si svolge nella città di Edo, l’attuale Tokyo, in Giappone. Questa città viene invasa da degli alieni chiamati Amanto sin dal periodo Edo. I samurai giapponesi sono ormai caduti, e gli Amanto hanno posto il divieto di portare le katane in pubblico. La trama si concentra su un eccentrico samurai, Sakata Gintoki, il suo (parziale) apprendista Shimura Shinpachi, e una giovane aliena, Kagura. Tutti e tre sono dei liberi professionisti che cercano lavoro per pagare l’affitto mensile, cosa che solitamente non accade.

Articolo breve ma denso, nel prossimo torneremo alla lunghezza abituale.

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